15Apr

Piazza Armerina è legata alla villa romana di Casale, una delle più importanti scoperte archeologiche della Sicilia. È stata costruito nel terzo o quarto secolo dC per un cliente sconosciuto.

Chiunque fosse, il proprietario della villa era un uomo molto ricco, che amava il lusso, la convenienza e l’arte. Per la decorazione della sua prestigiosa residenza di campagna che aveva buone mosaicisti che provenivano dall’Africa e per cinque anni si dedicano alla creazione di splendidi mosaici che ancora oggi ci danno una vivida immagine della vita romana e della mitologia.

Su una superficie di circa 3.500 metri quadrati, vi è una sequenza di scene di caccia e di danza, personaggi mitologici e animali, pescatori e tutti i tipi di piante e frutti, modelli e leader di uno stile di mosaici che nei secoli successivi si diffuse in Italia, Francia e Spagna.

Secoli dopo, Arabi e Normanni hanno vissuto tra queste mura, facendo tutte le modifiche che pensavano fossero necessarie per adeguare la villa alle proprie esigenze, ma purtroppo danneggiarono le strutture originali.

Nel XII secolo un terribile alluvione ha provocato un fiume di fango che, dopo aver invaso la valle, ha distrutto la parte superiore della villa. Il fango da un lato distrusse i soffitti, che devono essere stati splendidi, dall’altro proteggeva i mosaici.

Nel 1950, la villa è stata recuperata, sotto la guida dell’archeologo Gino Gentili. Il complesso residenziale si compone di quattro distinti gruppi di edifici, ognuno utilizzato per diverse funzioni della vita sociale, ospitalità, riposo, ecc. Sotto la terra ci sono ancora stanze della servitù, le stalle, i magazzini e altri edifici.

Di particolare interesse: le terme, che erano composte da vari ambienti, e che, oltre ai mosaici, mostrano tracce del sistema utilizzato per l’alimentazione dell’acqua alla Villa; la stanza delle dieci ginnaste con dieci donne che svolgono varie attività sportive; gli appartamenti del signore della villa, in cui, tra le altre cose, vi è una decorazione che mostra Ulisse e Polifemo e la celebre “scena erotica”.

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