Un tramonto color arancio, tutto mediterraneo, e lo skyline in cui si distingue chiaramente un mulino a vento nella vegetazione delle saline. Paesaggio da cartolina, una delle tante istantanee in arrivo da Trapani, città della Sicilia Orientale.
Il bugnato ebraico di Palazzo della Giudecca e la città che si stende in acqua, vista dal monte Erice, sono le altre suggestioni di una realtà famosa anche per le regate di vela, per la mattanza dei tonni e per essere anche un porto comodo per raggiungere Favignana, Levanzo e Marettimo, le tre isole dell’arcipelago delle Egadi.
Una città che dal mare ha preso tanto e che al mare ha pagato anche dazio, in virtù delle numerose dominazioni subite: dai cartaginesi, in arrivo dalle coste africane, ai romani, fino ad arrivare ad arabi e aragonesi. Tanti conquistadores e tantissime loro tracce, che Trapani conserva come memoria di età antiche e mette in bella mostra.
Degli arabi ad esempio resta il paesaggio delle saline: distese di acqua salmastra, torri e un mulino a vento che serviva per la macinazione del sale. Scorci da vedere e fotografare, esattamente come il Castello della Colombaia, fortificazione che negli anni ha cambiato funzioni e utilizzi e che oggi continua a essere una delle cinque torri che simboleggiano la città.